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Victoria Inaudi
Tutte le poesie

A noi tre, contro il tempo.

Abbiamo camminato insieme quando le scarpe ci andavano ancora grandi e la vita ci andava immensa.

Eravamo appena bambine, con il cuore pieno di domande e il mondo ancora tutto da inaugurare. Condividevamo corridoi, segreti, risate che spegnevano le luci della notte e quello strano coraggio di crescere quando ancora non sapevamo chi saremmo diventate.

In quegli anni in collegio, quando l'infanzia cominciava a salutarci e l'adolescenza apriva le sue porte incerte, siamo diventate a poco a poco casa. Una casa senza pareti, intessuta di confidenze, di lacrime nascoste, di complicità che non avevano bisogno di spiegazioni.

Allora non lo sapevamo, ma stavamo seminando qualcosa che il tempo non avrebbe potuto strapparci.

Poi sono arrivate le vite, gli amori, i figli, i cani, le strade che si biforcano, i paesi che ci separano e gli anni che passano.

Eppure, qualcosa di quelle bambine rimane intatto.

Le nostre vite, come fiumi fratelli, hanno cercato ciascuna il proprio corso: a volte vicine, a volte perse nella distanza, ma portando dentro la memoria di una stessa sorgente. Ci sono legami che non hanno bisogno della presenza quotidiana per esistere. Basta loro una voce, uno sguardo che riconosce, un ritrovarsi in cui il tempo sembra fermarsi per un istante e ci restituisce, intatte, a quelle che eravamo.

Ci siamo sempre ritrovate. A volte in un abbraccio, altre in una conversazione, altre ancora in quel silenzio condiviso in cui non serve raccontare tutta la storia perché l'altra ne conosce già l'inizio.

Forse l'amicizia è questo, avere qualcuno al mondo che ricorda chi eri prima che la vita ti cambiasse il nome.

Qualcuno che ha conosciuto le tue prime versioni e continua a riconoscerti sotto tutte quelle venute dopo.

Nessuna distanza ci ha cancellate. Ogni chilometro ci ha insegnato, a modo suo, che essere lontane non è la stessa cosa che assentarsi, che il tempo può trasformare le nostre vite senza disfare ciò che ci unisce.

E oggi, quando mi guardo indietro, non vedo soltanto due amiche. Vedo le bambine che eravamo, le donne che siamo diventate, tutto ciò che abbiamo attraversato senza sapere che, in qualche modo, continuavamo a camminare insieme.

Che privilegio essere cresciuta con voi. Che dono continuare a ritrovarci in questo strano viaggio che è imparare a vivere.

Se mai torneremo bambine, voglio ritrovarvi lì, in quei corridoi, con le scarpe troppo grandi e la vita intera ad aspettarci. E se il tempo continuerà a portarci per strade diverse, che non dimentichiamo mai questo:

ci sono persone che passano nella nostra vita, e altre che restano nella trama invisibile di chi siamo.

Voi siete tra queste. Le mie compagne dei primi passi, le mie testimoni attraverso gli anni, le mie sorelle di un'infanzia condivisa.

E se la vita ci concedesse altre mille vite, mille geografie, mille modi diversi di esistere, vorrei che in una di esse tornassimo a riconoscerci.

Forse in un corridoio, o appoggiate a quella parete sedute per terra, forse in una risata, forse in quella certezza inspiegabile di aver trovato qualcuno che l'anima già conosceva.

E allora, ancora una volta, senza sapere ancora cosa ci aspetta, torneremmo a camminare insieme.

Perché ci sono amicizie che non appartengono al tempo.

Lo attraversano.

Victoria Inaudi

Con amore alle mie amiche Maggie e Euge.

Victoria Inaudi